Love me in Liguria. Sentirsi in una fiaba: Villa Durazzo

Love me in Liguria. Sentirsi in una fiaba: Villa Durazzo

Mi volto verso di lei e quasi mi stupisco non vedendo nemmeno un diadema o una corona luccicare preziosa tra i suoi capelli. Gaia si sente osservata, mi sorride arrossendo e poi torna a guardare il sacerdote, ed io con un sussulto mi sveglio per un attimo dal mio sogno ad occhi aperti che ci vedeva come principe e principessa nel giorno del loro matrimonio. Nella chiesa di San Giacomo, vicinissima a Villa Durazzo, lo stile barocco impreziosisce la nostra cerimonia con i suoi dettagli pomposi ed elaborati, che avevano conquistato subito il cuore di Gaia quando l’aveva vista per la prima volta.

Quel giorno eravamo stati guidati da Simona Chiavaccini, la nostra wedding planner, che ci ha seguito in ogni particolare della preparazione, a visitare ogni angolo di Villa Durazzo e del suo lussureggiante giardino. Gaia era nata in Liguria, anche se non ci aveva mai vissuto. “Ho bisogno delle mie radici, e voglio sentirmi come in una fiaba” mi aveva detto, quando avevamo cominciato a discutere sulla location del nostro giorno speciale. Ed io non avevo motivo per negarglielo, sarebbe stato un giorno di totale felicità, gliel’avevo promesso. Così Villa Durazzo era stata la prima proposta che avevamo ricevuto, e anche l’ultima, perché eravamo rimasti completamente estasiati per la sua bellezza seicentesca che domina il panorama dalla collina con aria maestosa.

Villa per matrimoni

Seguendo Simona, ci eravamo inoltrati per mano nel parco secolare della villa, tra i suoi agrumeti profumati affacciati sul mare ligure, le siepi e fontane del suo Giardino all’Italiana, i pini e le palme del Bosco Romantico all’Inglese. Appartati nel Giardino Segreto dei Principi Centurione, che nel XIX secolo offriva protezione agli amanti, ci eravamo sussurrati che il luogo doveva essere quello.

Oggi è una giornata torrida, una di quelle giornate di mezza estate in cui il verso delle cicale e le onde sembrano gli unici rumori consentiti dall’universo, e tutto sembra invitare a sedersi all’ombra delle palme e godersi la brezza marina. Ma Gaia amava l’estate. Ci eravamo conosciuti a Stoccolma, dove la pioggia e il vento freddo facevano da padrone, e lei sembrava aver bisogno del mare, del sole e del caldo come se fossero vitamine che la nutrivano. Dopo la cerimonia, dopo il riso lanciato dai nostri amici e parenti e le lacrime di commozione asciugate, ci dirigiamo verso la villa principale, che avevamo scelto per il ricevimento.

La guardo come incantato e sembra davvero una principessa nel suo ambiente naturale, non potrebbe essere più raggiante.

Villa Durazzo per matrimoni.

Entra fiera nella villa, verso la Sala Vaymer al piano terra, che avevamo scelto tra tutte per la sua aria importante. Con le sue specchiere e i suoi ritratti antichi di aristocratici del XVIII secolo, la sala si accorda perfettamente allo stile prezioso e sofisticato della chiesa. I nostri invitati si guardano intorno stupiti dagli stucchi e dall’imponente lampadario di quella che era stata la sala da pranzo della famiglia Principi Centurione. Continuiamo a sorridere senza riuscire a smettere mentre gustiamo con grande appetito l’ottimo pranzo preparato da Capurro Ricevimenti, visto che per l’emozione non eravamo riusciti nemmeno a fare colazione.

Tra una portata e l’altra, ci defiliamo dall’allegra confusione del banchetto e andiamo alla terrazza. Sotto di noi, affacciato direttamente sul mare, il Castello cinquecentesco di Santa Margherita Ligure fa da guardiano silenzioso alla nostra felicità. Il giorno seguente ci faremo le foto lì, andremo al mare, passeggeremo per la città mentre Gaia mi descriverà le architetture seicentesche delle chiese e io la ascolterò attento con un gelato in mano. Torneremo ad essere soltanto io e lei. Ma ora siamo ancora il principe e la principessa, ed a occhi chiusi ci facciamo cullare ancora un po’ dal venticello di luglio nella nostra fiaba antica.