The Church Palace, una storia d’amore. 3°Puntata

The Church Palace, una storia d’amore. 3°Puntata

The Church Palace, una storia d’amore: la terza puntata è qui

“Un’ora di cammino, fino alle 7 in punto. Mario ci attendeva per il classico caffè della mattina, dentro il suo bar all’angolo di Via del Cottolengo, ma rifiutammo di tornare indietro e continuammo a camminare senza meta definita. I miei fogli erano ormai zuppi, bagnati dal sudore sui palmi umidi. Sandro non sembrava stanco, si fermò solo un istante ma per accendersi una sigaretta. […] “In bocca al lupo”, fece Sandro dandomi una pacca sulla spalla. Sapeva bene che alle 8:30 avrei avuto il mio colloquio più importante.”

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Il viaggio a Roma dei due giovani ragazzi innamorati, ospiti del The Church Palace, prosegue. Dopo una gita in bicicletta, un’escursione in barca alle isole Pontine, un defilé di moda, una cena super prelibata e innumerevoli momenti indimenticabili, il racconto dei due protagonisti del romanzo The Church Palace – Una storia d’amore si colora di nuovi orizzonti: non solo amore, ma amicizia, passioni personali e tanti progetti da realizzare.

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3 puntata: l‘incontro con Sandro e l’appuntamento di lavoro

I due fidanzati incontrano Sandro, un amico d’infanzia di lui, e passano la serata a recuperare tutto il tempo perduto, ricordando i tempi passati e godendosi la magica atmosfera di Roma notturna. Il crepuscolo del mattino viene illuminato dalla luce del fiammifero con cui Sandro si accende pensieroso una sigaretta. Offre una boccata al protagonista, che accetta nel tentativo di placare la crescente tensione per quello che dovrà affrontare poco dopo: il suo colloquio di lavoro più importante. Un lavoro da scrittore, giornalista o romanziere…  l’arte della scrittura lo accompagna fin dai suoi giorni di bambino. Il giovane si avvia con passo leggero verso il luogo dell’appuntamento, intimorito quasi da quello che sarebbe potuto accadere da lì a qualche minuto. Arriva in anticipo, placa la fame con un maritozzo (tipico dolce romano) zuccheroso: finalmente è ora di andare. La prima ad accoglierlo è la segretaria dell’ufficio, capelli corvini e sguardo gentile. Fuori dalla finestra, Roma, austera e bellissima, attende con il fiato sospeso di scoprire la sorte del giovane.

È il 1950: da quell’anno, le cose non saranno più le stesse.