Non è un sogno, è l’isola di San Clemente

Non è un sogno, è l’isola di San Clemente

L’orologio della cucina segna mezzogiorno in punto. Argo esce dalla sua cuccia e si stiracchia: per lui è ora di pranzo. Mi alzo dalla sedia e apro la sua scatoletta. Scodinzola in segno di ringraziamento e consuma il suo pasto. Io non credo che pranzerò, ho troppo lavoro da fare. Continuo a digitare e cancellare.

Come non detto: qualcuno mi citofona. Mi dirigo verso la porta d’ingresso scavalcando libri e riviste appoggiate sul pavimento. Spostando leggermente la tenda mi accorgo che si tratta del mio amico Pierre, completamente avvolto da una sciarpa verde bottiglia. Non appena apro la porta Pierre si scaraventa dentro casa mia e inizia ad agitarsi: «Ma cosa pretendi? Non puoi descrivere Venezia perché non l’hai mai vista!».
Spalanco gli occhi: non mi piacciono le città affollate. Poco fa gli ho confidato per messaggio la mia difficoltà nel trovare le parole giuste per raccontare la meravigliosa città d’arte, dove ho deciso di ambientare il mio prossimo romanzo. Devo pentirmene?

 

Il San Clemente Palace Kempinski Venice

Pierre mi dice di aver sentito parlare di un hotel a Venezia descritto come un’oasi di pace e tranquillità. Sono incuriosito. Avrei davvero bisogno di serenità e, perché no, di una vacanza. Davanti a tè caldo e macaron, discuto con il mio amico i dettagli del romanzo e nel frattempo guardiamo insieme il sito internet dell’albergo di cui mi ha parlato prima, il San Clemente Palace Kempinski Venice.

Scorci mozzafiato, camere lussuose e infinite distese di verde sembrano essere la combinazione perfetta per un relax all’insegna dell’ispirazione. Decido così di mandare una mail per prenotare il mio soggiorno.

san clemente piscina

 

Buongiorno Venezia

Sono pronto per il viaggio. Il mio volo è in perfetto orario. Atterriamo nel primo pomeriggio all’aeroporto di Venezia: clima umido e cielo coperto, proprio come mi era stato descritto. Seguo per filo e per segno l’iter che mi è stato fornito dal San Clemente Palace Kempinski fino ad arrivare in Piazza San Marco dove ad attendermi c’è la navetta d’acqua riservata ai clienti dell’hotel. Nella mia passeggiata catturo quanti più dettagli possibili: odore di mare, uomini che cantano, marinai che a voce alta annunciano le fermate del vaporetto e maestosi palazzi che la rendono unica al mondo.

Una volta a bordo della navetta, allontanatomi dalla banchina, ammiro la vista che Venezia mi offre e respiro una sensazione di pace e tranquillità.

navetta d'acqua San Marco San Clemente

Pochi minuti dopo il pilota della navetta mi indica in lontananza l’isola di San Clemente su cui si erge l’hotel. È spuntato un raggio di sole.
Scendo dalla barca e seguo il percorso per entrare in albergo. La vegetazione è curata e rigogliosa, la struttura imponente e allo stesso tempo molto accogliente.

Alla reception vengo accolto da una signorina vestita interamente di rosso che mi consegna la chiave della camera e mi dà alcune indicazioni pratiche sugli orari e i servizi che offre la struttura. Non vedo l’ora di rinfrescarmi e rilassarmi un po’. L’odore di pulito inonda tutta la stanza, arredata molto elegantemente e senza troppe sfarzosità.

 

Anna

Affacciandomi alla finestra ammiro la laguna coperta da un velo di foschia e una ragazza che cammina da sola per i giardini dell’albergo. È avvolta in un maglione di qualche taglia più grande della sua, con i capelli spettinati raccolti in uno chignon. Ha un aspetto misterioso e affascinante. Decido così, da anima romantica quale sono, di volerla conoscere. Cammino velocemente per raggiungerla ma quando arrivo nel posto non la vedo più. Pazienza.

Un certo languorino mi conduce verso il ristorante che mi ha indicato la signorina in rosso e poco prima di arrivare mi accorgo che al bancone c’è la ragazza che avevo visto prima, intenta a leggere il menù. Mi avvicino al bancone e timidamente confesso che l’avevo vista camminare dalla finestra della mia stanza e che mi sarebbe piaciuto parlare con lei. Lei è sorpresa, sgrana gli occhi, e mi tende la mano destra: «Piacere, mi chiamo Anna».
Mi scuso per la mia invadenza, ma lei sorride. Dice che non sono invadente e che le fa piacere conoscere persone nuove. Poi mi chiede che cosa ho scelto di mangiare per cena.

 

Cenetta improvvisata

Decidiamo così, senza dircelo in maniera esplicita, di cenare insieme. Le è spuntato un sorriso meraviglioso sul viso. Tra una pietanza e l’altra chiacchieriamo del più e del meno.

Mi racconta che aveva bisogno di passare del tempo da sola per rigenerare corpo e mente. Mi sento esattamente come lei.
Quando mi chiede il motivo del mio soggiorno rimango vago: non voglio che mi riconosca. Noi scrittori siamo conosciuti per il nostro nome, un po’ meno per il nostro aspetto fisico.

San Clemente coppia cena terrazza acquerello

La serata trascorre in maniera fantastica tra mille chiacchiere e risate. Camminiamo lungo i curatissimi giardini del San Clemente Palace Kempinski con una vista mozzafiato: la luna è piena e illumina la laguna, il silenzio regna sovrano e le luci sono soffuse.

La accompagno poi in camera e le do la buonanotte. Quando torno nella mia stanza ho il cuore che batte all’impazzata, mi sdraio nel letto e inizio a scrivere parole come un fiume in piena.
La mattina seguente mi dirigo verso la sala colazioni sperando di incontrarla. Ho un sussulto non appena la vedo. Le do il buongiorno e le chiedo se ha dormito bene. Lei annuisce mentre mescola lo zucchero nel caffè.

 

Non è un sogno…

Passiamo le giornate successive insieme, tra romantiche passeggiate e cene a lume di candela fino ad arrivare al primo bacio. La settimana trascorre così in fretta che quasi mi dimentico chi sono davvero e per quale motivo sono lì. Arriva l’inevitabile momento: dobbiamo salutarci. Lei mi abbraccia forte e mi dice che verrà a trovarmi in Francia non appena ne avrà occasione e io all’orecchio le sussurro che quando sentirà la mia mancanza potrà leggere la nostra storia. Mi guarda con aria interrogativa aspettandosi una risposta che chiarisca i suoi dubbi.
Mi presento con nome e cognome. Lei mi dice che non può essere vero e che sta sognando.

Il mio libro uscirà dopo pochi mesi.
La trama già la conoscete. L’incipit? “Non è un sogno, è l’isola di San Clemente”.

 

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Dettagli Chiara Peron

“Il Sole si alza mai con la luna storta?”