Love me in Liguria: Genova

Love me in Liguria: Genova

Continua il viaggio dei due giovani innamorati in Liguria: ecco che si ritrovano nella splendida città di Genova

«Siamo arrivati in Liguria a notte fonda, placando la fame con i resti della torta nuziale, le fedi come riflessi dorati ancora estranei sui nostri anulari. Nonostante l’aiuto di tua sorella, non eri riuscita a sciogliere l’intricato lavorio di trecce che ti aveva adornato il capo sotto il velo bianco; così, con le forcine
che scivolavano tra i tuoi ricci e i tacchi avorio tra le mani, mi avevi seguito verso la nave, alle tue spalle il luccichio distante del tendone del ricevimento e l’eco lontano degli applausi dei nostri amici. Ora, alle prime luci del nostro nuovo mondo assieme, ti guardo rapito mentre indossi l’ennesimo vestitino bianco, e quasi mi sembra di essere ancora lì, in piedi davanti all’altare, in attesa di vederti finalmente apparire per poi restare, per sempre.»

Love me in Liguria, Genova

Fin da subito, Genova ci conquista il cuore. La Genova quella nascosta, quella più intima, quella dei caruggi che ci fanno girare la testa. Un reticolo di vie e angoli, intrecciati come rime di un’antica poesia, gli eleganti edifici che inseguono lo scorrere delle strette viuzze, fluidi come acqua tra le dita. È una Genova di salite e discese, di scorci di pittoresche piazzette e inaspettati paesaggi. In sottofondo, l’eterna presenza del mare. È solo stando in fila per prendere un caffè in un bar del centro che scopriamo la presenza dell’ascensore di Piazza Portello. “La Spianata Di Castelletto è il luogo del mio primo bacio”
ti racconta la giovane barista, lo sguardo un po’ concentrato sul vassoio di bevande tra le sue mani, un po’ perso nel ricordo di giorni troppo lontani. “Ci dobbiamo andare” mi dici perentoria, così, anche se soffro di vertigini dall’età di otto anni, ti tengo la mano mentre saliamo verso il cielo, sospesi nel grande ascensore dalle pareti di vetro. La vista della città dal belvedere è quella che ti toglie il fiato perché ti riempie i polmoni di meraviglia. Genova pulsa sotto i nostri occhi come un unico, grande cuore, le lontane gru del porto come torri di avvistamento sul mare. Le geometrie delle case,i vuoti, le incurvature, gli angoli più dimenticati; colori, vite, esperienze, anime che si mescolano e ricongiungono senza mai unirsi del tutto, senza mai dimenticarsi a metà. “Un mare di case e un mare d’acqua, non saprei davvero quale scegliere.” Ci sediamo su una panchina a pochi passi dalla lunga ringhiera; con te e Genova davanti agli occhi, decido di dedicarci un secondo primo bacio.