Love me in Liguria: Cervo e Camogli

Love me in Liguria: Cervo e Camogli

Cervo, dalle casette colorate affacciate sul mare. Camogli, che sorge sulle acque del Golfo del Paradiso.

«Quando arriviamo a Cervo, rivedi finalmente il mare. Le case colorate spingono e si stiracchiano verso l’acqua, ansiose di avere un pezzettino di costa tutto per loro. Una bassa curva di mura cerca di contenerle a terra, mentre poco distante la sottile lingua di spiaggia s’incontra coraggiosa con il mare. Alle
spalle, le colline esplodono di vita, alberi e vegetazione rigogliosa che tingono di verde la coda del paese, quasi a ricordargli che il mare non è il suo unico amante. Cervo è tutta da percorrere a piedi, senza soste, con l’eterna voglia di raggiungere la cima, di arrivare alla meta. Piazza dei Corallini si apre davanti ai nostri occhi, eppure l’infrangersi delle onde lontane è tutto ciò che sento. La facciata della chiesa, tutta bianco latte e decori rosati, siede scomposta, curvata in avanti come se fosse pronta a scappare. “La convessità della struttura aiuta l’acustica della piazza durante i concerti” mi spieghi paziente, ma io continuo a pensare che sia perché anche lei, come te, ha voglia di correre incontro al mare.»

Love me in Liguria, Cervo, Camogli

«Arriviamo a Camogli in tarda serata, il Golfo Paradiso una distesa di riflessi di luci lontane sull’acqua scura. Anche nel buio, la fila di case sulla costa non perde la sua bellezza, un eterno arcobaleno dipinto in riva al mare. Sono tonalità pastello, leggere come una carezza sulle pareti, eppure l’effetto complessivo è quello di un’incontrollata esplosione di colore. Come un difficile puzzle ad incastro, ogni edificio porta con sé un nuovo colore, mai uguale a quello vicino, sempre un po’ diverso da quello precedente: un segreto algoritmo di sfumature. I ruderi del Castel Dragone si spingono impavidi verso l’orlo del golfo, incuranti dell’acqua sottostante, per stare in prima fila al momento del tramonto. Il verde dei boschi retrostanti ci sorveglia dall’alto mentre cerchiamo affamati un ristorante tra le strette vie che tanto caratterizzano questa terra, come una mappatura universale di vicoli e angoli impressa nel cuore più profondo della Liguria. Ceniamo seduti in un piccolo plateatico ai bordi di un giardino. Il tuo sguardo non perde mai di vista l’orizzonte del mare, che quasi sente già la tua mancanza.»

“Torneremo” mi dici prima di addormentarti, con gli occhi chiusi e i pensieri che già si sfilacciano sotto le lenzuola. “Certo, ci torniamo quando vuoi” ti rispondo, perché questa è la tua terra, e il tuo corpo è finalmente a casa.