Love me in Liguria: Baia del Silenzio

Love me in Liguria: Baia del Silenzio

Sestri Levante è conosciuta anche come la “città dei due mari”. Questo perchè è caratterizzata da due spiagge particolarmente suggestive e degne di nota. Una è la Baia del Silenzio, luogo incantevole dove fanno capolino le tipiche casette colorate, alcuni ristoranti locali rinnomati dalla cucina basata sui piatti della tradizione ed eventi. L’altra, è la Baia delle Favole, una grande distesa dove i sassi e la sabbia si mescolano e dove, tra stabilimenti balneari e locali alla moda, c’è spazio anche per il divertimento, dall’aperitivo al tramonto.

«Mio padre diceva sempre che non importa dove ti trovi, in ogni parte del mondo esistono mille riflessi d’ognuno di noi in ogni cosa, inclinazioni del nostro essere incarnate nella forma di un albero, nella piega di un sorriso, nello snodarsi su un sentiero. Così, quando arriviamo a Sestri Levante, capisco di aver trovato la tua città riflessa. La penisola che s’estende sul mare è snella e curiosa come il tuo corpo, una manciata di case colorate schiacciate tra i confini della terra. Ma è il mare quello che più di tutti mi parla di te. A sinistra la Baia Del Silenzio, un nome che parla piano, a destra la Baia Delle Favole, il gioiello di Andersen; due mari paralleli, due cerchi d’acqua gemelli. La quiete che si respira qui è una pace interiore che ci scioglie le ossa e ci distende i muscoli, è un silenzio che ci avvolge come un guanto, così caldo e corposo e vivo che sembra vibrare nell’aria. Anche il mare ci fissa immobile, immune al vento, veloce a cancellare qualsiasi increspatura della sua sottile superficie liquida. Le barche non fanno rumore, e lo specchio d’acqua è così trasparente che le imbarcazioni sembrano galleggiare in cielo. Tutto questo mare, tutta questa terra, tutta questa piccola cittadina mi sussurra piano all’orecchio, il suo messaggio tanto chiaro quanto quello dipinto ora nei tuoi occhi, mentre mi guardi cercarti tra la gente. È il linguaggio delle cose belle, fatto di silenzi che hanno tanto da dire. È il linguaggio che parla di te e forse, da oggi, un po’ anche di me.»