Love me in Liguria: le cinque terre

Love me in Liguria: le cinque terre

Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore: Signore e Signori, ecco a voi, le Cinque Terre.

«Le Cinque Terre sono persone, e forse è questo il segreto il motivo per cui ci troviamo qui, a vivere una luna di miele come una collana preziosa, perla dopo perla di meravigliosi gioielli che la Liguria ci ha regalato con amore, quasi fosse stata anche lei un’invitata alle nostre nozze. Una terra di paesi arroccati sulla montagna con tutte le loro forze, quasi avessero paura di cadere giù, una cascata di case arcobaleno che l’unesco salvaguarda come una specie protetta. “Non voglio avere preferenze: dobbiamo visitare tutti i cinque borghi!” mi dici e io ti accontento solo perché parli di paesi come se fossero per coglierne la vera essenza. Cominciamo da Monterosso, dove le rovine dell’antica Villa Pastine ci attirano verso la spiaggia. La statua di Nettuno è ancora lì, quel che rimane di un gigante di pietra, lo sguardo nostalgico sull’orizzonte, le spalle ricurve in ricordo di un peso da sopportare e che ora non c’è più. Proseguiamo verso Vernazza, un’unica via principale che si dirama in viuzze parallele verso il mare, quasi ad imitare il diramarsi dell’antico fiume interrato. Corniglia è più innamorata della terra che del mare. La Chiesa di San Pietro è tutta archi alti e soffitti affrescati, un rosone bianco sulla facciata come l’occhio onnisciente di un ciclope. Manarola è il cuore di case che si erge sempre più alto sulla roccia, un piano sopra l’altro come un gioco di Lego. Al centro del paese la grande “magna roea”, la ruota di mulino che diede il nome al paese, ora si appoggia su un muretto variopinto come un dolce ricordo. Finiamo con Riomaggiore, modellata sulla linea della costa come ali di gabbiano, il crepuscolo che allunga le sue dita rosate sulle cime delle case.»