Isabel, il giorno del sì a Villa Sagredo

Isabel, il giorno del sì a Villa Sagredo

E’ proprio durante il tramonto del primo giorno di giugno che Isabel decide di celebrare il suo matrimonio.
L’eccessivo calore generalmente la infastidisce, ma lungo la Riviera del Brenta riesce sempre a percepire la primavera. Di giorno l’aria è così dolce che invita a coricarsi tra le infinite distese di verde; all’imbrunire invece diventa frizzante e il profumo dei fiori inebria anche le menti più razionali.

Ricordi d’infanzia

Immaginava quel momento fin da piccola: era una bambina curiosa e piena di domande, dotata di fervida immaginazione. Replicava goffamente i gesti veloci ma precisi della madre intenta a sistemarsi il rossetto. Isabel però, a differenza della madre, riusciva raramente a stare dentro i contorni naturali delle labbra.
Dalla madre, oltre che la grinta, ha ereditato il colorito roseo e i grandi occhi cerulei.

Isabel trascorreva le vacanze estive in campagna, con un grande e fiorito giardino a disposizione, destinato a lasciare un’impronta così incisiva nel corso della sua vita da influenzarla perfino nella scelta della location nel giorno del suo matrimonio.

E quale altro giardino se non quello di Villa Sagredo avrebbe potuto essere testimone del suo “Sì, lo voglio”?

Isabel anello bacio tramonto

Quand’era piccola proprio lì giocava a nascondino. Recitava le filastrocche imparate a scuola correndo intorno al ciliegio selvatico cresciuto accanto al viale d’ingresso. Per lei quell’albero rappresenta l’infanzia, la magia dei pomeriggi trascorsi in libertà e dei racconti del guardiano della villa.
Quell’uomo sapeva tutto degli animali e dei fiori. A Isabel piaceva proprio perché aveva sempre tante cose da raccontare. Le aveva insegnato che gli scoiattoli nascono nudi e che il pelo che poi cresce loro ha il colore della corteccia degli alberi, così si possono mimetizzare. Le aveva insegnato poi a distinguere le farfalle: la Vanessa ha dei cerchi arancioni mentre la cedronella è tutta gialla.

Preparativi

Isabel non si sente una sposa classica: lei è un connubio di eleganza e trasgressione che la portano a scegliere il colore che meglio la rappresenta. Il blu.
La sua tonalità preferita è il blu povere, la stessa nuance del tailleur che indossava sua madre durante le occasioni speciali.

Isabel trasmette serenità solo a guardarla: è delicata nelle parole e nei gesti, ma talvolta un inspiegabile velo di malinconia le ricopre il volto. La melodia di un violino, da lei definita come musica della sua anima, si presta ad essere la sua colonna sonora. Le decorazioni, presenti ma non ingombranti, si adattano al paesaggio. Un bouquet blu e bianco la accompagna all’altare, e sotto un arco di fiori di iris, emblema della fiducia e della sincerità, si perde negli occhi del suo amato e pronuncia il suo fatidico “Si”.

Isabel abito blu

 

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Dettagli Chiara Peron

“Il Sole si alza mai con la luna storta?”