Il San Clemente Palace Kempinski conquista anche gli sposi Veneziani

Il San Clemente Palace Kempinski conquista anche gli sposi Veneziani

Io e Marco ci conosciamo fin da piccoli. Siamo cresciuti insieme, giocando a pallone tra le calli e oziando in qualche bacaro per saltare la scuola. Siamo come due fratelli, presenti in ogni avventura e disavventura, sempre pronti a spalleggiarci e a difenderci.  Ricordo ancora la sera di quell’aperitivo, quando davanti a qualche cicchetto e del buon vino, mi annunciò che si sarebbe sposato. Laura gli ha cambiato la vita, lo rende felice e lui ha deciso di non farsela scappare. Sarò io il suo testimone di nozze e sono entusiasta di essere al suo fianco in uno dei giorni più importanti della sua vita.

Chiudo il portone e respiro a pieni polmoni l’aria frizzante di casa mia, di Venezia. Mi sistemo il doppiopetto e mi avvio verso Piazza San Marco. Dopo un paio di ponti, la piazza si apre maestosa davanti ai miei occhi. Anche se per me è tutto molto familiare, ogni giorno mi godo i panorami, le architetture, i profumi e i colori che Venezia offre. Seppur camminando, alzo sempre lo sguardo per ammirare il campanile e la Basilica e penso a quanto sono fortunato per poter gustare ogni giorno questo spettacolo. Affianco il Palazzo Ducale e mi avvicino alla laguna.

Sposarsi al San Clemente Palace Kempinski per unire tradizione ed esclusività

Scorgo subito la navetta del San Clemente Kempinski Palace che ondeggia vicino la banchina. Mi avvicino e il tassista mi saluta gentilmente, invitandomi a salire con un gesto della mano. Passano pochi minuti e partiamo verso l’isola di San Clemente. Sarà proprio quest’isola nel cuore della laguna, la location del matrimonio. Marco è molto legato alle sue origini e desiderava sposarsi in un luogo vicino casa, così da facilitare l’arrivo dei suoi ospiti. Laura dal canto suo, desiderava una location esclusiva ed unica. Il San Clemente Palace Kempinski è il giusto compromesso nonché la scelta ideale.

Seduto nella barca del San Clemente mi godo lo skyline di Venezia. Da questa prospettiva, tutto ha un altro sapore. La laguna non perde mai il suo fascino ed ogni volta mi lascia senza parole. Sono solo sulla barca e il solo rumore delle onde crea un sottofondo musicale piacevole. Penso che dovrei prendermi più spesso qualche pausa per godermi i regali che Venezia offre. Piano piano la città si dissolve alle mie spalle e davanti a me, in lontananza, l’isola di San Clemente inizia a prendere forma.

San Clemente: un’oasi a soli dieci minuti da Venezia

Scendo dalla barca, percorro un breve pontile e varco i cancelli dell’ingresso principale. Lo scenario che si presenta ai miei occhi è sorprendente. Verdi giardini ben curati, ricca vegetazione e alcune note jazz di sottofondo. Il concierge mi affianca al cancello e mi accompagna da Marco. Mentre attraversiamo il bellissimo giardino continuo a non credere ai miei occhi. Come è possibile che ci sia quest’oasi di pace a soli dieci minuti da Venezia? Su quest’isola, mi sento catapultato in un fantastico mondo parallelo. La natura, il lusso, la raffinatezza… mi chiedo come ho fatto a non venirci prima. Prima di entrare nella hall, scorgo la storica chiesa affacciata direttamente sulla laguna; lì Marco pronuncerà il suo … wow, spettacolare!  

Percorriamo i corridoi del San Clemente Palace Kempinski e vengo rapito degli storici chiostri che intravedo dalle finestre. Busso alla porta della stanza di Marco perché tra qualche ora si va in scena. Lo aiuto con i gemelli, il nodo alla cravatta e con qualche chiacchera per smorzare la tensione. Sono emozionato anch’io.

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Dettagli Tania Ferronato

Sono una linguista che ama la fonologia, i viaggi e il cibo. La mia più grande passione è scrivere. Adoro la sensazione che provo ogni volta che mi ritrovo davanti ad un foglio bianco: è la stessa di quando sono al gate di un aeroporto o dell'attesa di salire su un treno, con lo zaino in spalla. Fermento, curiosità e voglia di liberare la mente e il cuore verso nuovi orizzonti. Per me scrivere è come viaggiare: partire verso confini inesplorati e mete ignote e alla fine, tornare sempre diversi da come si è partiti.