Hotel Savoy, una storia d’amore: innamorarsi ancora di più

Hotel Savoy, una storia d’amore: innamorarsi ancora di più

La mattina seguente la quiete della stanza mi coglie impreparato. Niente sveglia, niente campane che mi ricordano arroganti il passare del tempo, niente rimbombo del portone d’entrata o canzoni latine che filtrano dalle finestre dell’appartamento accanto. Solo silenzio, e lo scandire leggero del tuo respiro vicino al mio collo, quasi fosse un secondo ritmo che pulsa nelle mie vene. Passiamo così tutta la mattinata, quasi a rallentatore, mentre fuori Roma già pullula di vita come uno sciame impazzito. La colazione è un buffet di colori e fantasie, cibo di ogni tipo seduto elegantemente su tovaglie leggere. Uno show di frutta, un’esposizione di torte variopinte, bicchieri di vetro lucenti e torri di succo e caffè ancora caldo: svegliarsi così sembra quasi una promessa di eterna bellezza.

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La prima visita della giornata è quella che facciamo chiacchierando sotto voce, girando tra i corridoi ampi dell’hotel, sbirciando dentro le sale, facendo facce buffe tra gli enormi specchi delle pareti. Ci sono marmi lucenti e sete pregiate, ci sono vasi eleganti e sedie dai schienali ricamati. Tavoli piccoli, tavoli rotondi, lampadari a goccia, candelabri, statue regali… ogni angolo è una sorpresa e tu ti impegni a scoprirle tutte, con la stessa concentrazione di una bambina il giorno di Natale.

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Alla fine il richiamo di Roma ci attira fuori dalla mura dell’hotel, sotto il sole insicuro di fine ottobre. La città è un labirinto di ricordi di antico splendore e testimonianze di moderna grandezza; ogni via lastricata porta con sé il nome di un tempo ormai passato, si veste di nuove vetrine colorate.

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C’è un fermento d’attività in ogni dove; che sia la giovane ragazza che corre frettolosa verso scuola o l’uomo d’affari che controlla accigliato l’e-mail sul telefonino, i passanti attorno a noi fluiscono ordinati come un corso d’acqua dentro le vie più nascoste, un mare di persone che si apre automaticamente al nostro passaggio. È un accozzarsi di vite che esalta la tua anima da ragazza di campagna, e il tuo primo giro in metropolitana si trasforma in un viaggio d’avventura. Cadiamo schiavi dell’itinerario turistico per eccellenza, quello delle tappe più conosciute e logorate; la Roma nascosta, quella dei vicoli della mia infanzia e dei parchi della mia adolescenza, dovrà aspettare un giorno più fortunato. Il Colosseo, i Fori Romani, la Colonna Traiana, il Vittoriano, Piazza di Spagna… il tuo sguardo si perde tra luci e forme, bellezze e vecchi splendori.

 

 

 

Torniamo a casa con la borsa piena di souvenir, la macchina fotografica piena di ricordi. Dalla fermata della metropolitana, il  Hotel Savoy spicca come una torre bianca sullo sfondo romano illuminato; in qualche modo, sa già di casa. Decidiamo allora di cenare qui, troppo stanchi per navigare di nuovo il cuore di Roma, ma nulla ci prepara alla bellezza della Città Eterna vestita a notte. Il Granet Restaurant & Terrace si dilata spazioso, tavoli rotondi apparecchiati ad arte, una cornice di vetro che ne delimita tutto il perimetro; poco più in là, l’immensità di Roma sotto il nostri occhi. Ci viziamo con un menù di pesce che sa d’opera d’arte, ogni piatto una fantasia di sapori che esplodono sulla lingua. Amore e ambizione avvolti nell’anima più fresca e genuina della cucina italiana, che assaporiamo senza fretta, con passione. San Pietro, il Palazzo del Quirinale, Villa Medici… una vista che conquista prima gli occhi, poi il cuore.

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Quando anche il sole ormai è stanco, saliamo ancora di più verso il cielo: al settimo piano dell’hotel la terrazza panoramica ci accoglie con i colori caldi di un tramonto appena iniziato. Così in alto, un bicchiere di vino tra le mani, Roma ci sembra più vicina che mai. Ogni tetto, ogni monumento risplende di luce propria, piccoli gioielli sparsi in un territorio di naturale bellezza. Restiamo qui, abbracciati contro il freddo crescente, incapaci di abbandonare la città, consapevole che una vista così rimarrà per sempre impressa nel racconto del nostro amore.

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