La festa del Redentore, quando la magia diventa realtà

La festa del Redentore, quando la magia diventa realtà

Il week end migliore per una fuga d’amore a Venezia è quello della terza settimana di luglio quando la città è addobbata a nozze per la festa più sentita e amata dai veneziani, la festa del Redentore. Una tradizione che dura da più di quattrocento anni e che rende grazie a Dio per aver placato la devastante epidemia che attanagliò Venezia nel XVI secolo. Da decenni la festa ha assunto i connotati di un vero party metropolitano. In ogni calle, campo e isola dei dintorni giovani e anziani si abbandonano ai festeggiamenti. Musica, voci concitate e ridanciane, scherzi e schiamazzi. Venezia è invasa da una moltitudine di persone che diventa un unico corpo vibrante di gioia ed entusiasmo. Per due giorni di seguito la città e le isole sono in tumulto, impossibile trovare un angolo silenzioso. Ma la notte del sabato, alle 23:30, improvvisamente si leva la magia e la moltitudine si zittisce come per incanto.

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Tutti i volti, tutti gli occhi sono rivolti all’insù, verso il cielo nero ora screziato dalle luci e dai colori dei fuochi d’artificio. Lo spettacolo pirotecnico si riflette sull’acqua della laguna in un gioco di riflessi e onde che coinvolge tutto e tutti. Da qualsiasi postazione è possibile ammirare il panorama, da Punta della Dogana, da Riva degli Schiavoni, dalla Giudecca e dalle isole. Centinaia di barche si appostano in acqua, migliaia di persone si accalcano sulle rive e le spiagge sono disseminate di ragazzi che ballano sotto la luna al ritmo dei fuochi e della musica. I party, organizzati da mesi o improvvisati, non mancano. In questa nottata magica tutto può succedere, basta abbandonarsi al flusso di gioia della città, basta dimettere le preoccupazioni quotidiane e concedersi una bellissima parentesi di euforia. Basta lasciarsi contagiare dalla magia di Venezia, l’intramontabile Venezia.

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