Love me in Liguria. Una fuga romantica: l’Eremo della Maddalena

Love me in Liguria. Una fuga romantica: l’Eremo della Maddalena

Stringiamo gli occhi alla luce abbagliante delle Cinque Terre, per la quale si fanno subito riconoscere e che le rende tanto difficili da dimenticare. Tu guardi la cartina stropicciata con la tua solita espressione accigliata, che riconoscerei tra mille e che mi fa ancora sorridere, dopo tutto questo tempo. “Dobbiamo andare a destra, questa volta sono sicura”, mi dici. Ma qualcosa mi porta a pensare che tu stia faticando a trovare la strada giusta apposta, perché leggo nei tuoi occhi quanto ti piace perderti per le vie di Monterosso.

Siamo alla prima tappa del nostro weekend, che prevede la visita dei paesini delle Cinque Terre da ovest verso est. Monterosso ci accoglie mentre scendiamo verso piccolo golfo, protetto dalla scogliera, con il bellissimo convento dei Cappuccini in cima. Ci riposiamo al sole, con una macedonia e un gelato in mano, e tu stendi il tuo collo aggraziato e lasci che il sole splendente di maggio ti scaldi il viso. “Andiamo a casa” mi dici, stanca, e per casa intendi il luogo che avevamo scelto per la nostra fuga d’amore.

Basta un tuffo nella piscina per sentirci rinfrescati. Ci appoggiamo al bordo e ci godiamo per un attimo il panorama del mare che lambisce la costa sotto di noi e si fonde con l’azzurro del cielo estivo, già attenuato dai colori della sera. Sentiamo tra i pini marittimi il verso dei grilli che si preparano al giungere del tramonto intorno all’Eremo della Maddalena e decidiamo di avviarci con calma verso la nostra camera. Le sfumature calde del sole calante giocano con le ombre dell’eremo ed esaltano la sua bellezza centenaria. Quasi senza fiato per la bellezza del luogo, passeggiamo per il giardino, costeggiando la chiesetta di arenaria, e chiudendo gli occhi ci sembra di riuscire a scorgere i monaci benedettini che abitavano l’eremo nel medioevo avviarsi dal monastero alla chiesa per le preghiere della sera.

eremo della maddalenaArriviamo al monastero in pietra, e, dopo esserci cambiati, prendiamo un aperitivo nel chiostro, seduti sui cuscini bianchi. Le piccole luci dell’eremo si accendono intorno a noi, delicate, senza tradire la natura riservata del monastero. I bagliori del diamante che porti al dito, causati dalla lanterna sul tavolo, richiamano la mia attenzione.

“E se ci sposassimo qui?”. La domanda, posta a bruciapelo, ti coglie di sorpresa, e arrossisci, come sempre quando ti emozioni. Non avevamo previsto di decidere luogo e data così presto, avevamo lasciato tutto in sospeso a prendere forma da solo.

Ma qui, con il vento della sera, il verso dei grilli e la luce della lanterna, sento che al mondo ci siamo solo io e te, e non sono riuscito a fermarmi.

Passiamo tutta la serata ad immaginare il giorno del nostro matrimonio all’eremo. La cerimonia e i fiori bianchi ovunque, il banchetto nello splendido giardino panoramico, le foto a bordo piscina. E la sera, soli, io e te, finalmente sposi, abbracciati nella camera dove un tempo c’erano le celle dei monaci, e che ora sotto le sue travi a vista ospitava il nostro sogno romantico. Leggo nel tuo sorriso, nei movimenti veloci delle tue mani, nei tuoi occhi luccicanti, un entusiasmo che mi conferma di aver scelto il luogo perfetto.

Monterosso. Liguria

Nei giorni seguenti ci aspettano Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore, con i loro golfi stretti e le loro casette colorate. Lunghe passeggiate e pranzi al volo, nella piacevole fretta di non voler perderci neanche un angolo di quel paradiso. Ma da oggi le Cinque Terre avranno una luce diversa per noi, un’atmosfera ancora più magica, perché sappiamo che torneremo a realizzare il nostro sogno insieme, il giorno che ci cambierà per sempre la vita.