Caffè Florian: tre secoli d’amore, storia e arte

Caffè Florian: tre secoli d’amore, storia e arte

Una camminata dal passo deciso e una postura impeccabile: il petto all’infuori, le spalle indietro e il mento leggermente in avanti. Muscoli tonici che risaltano al di sotto dei suoi abiti scuri e lineamenti del volto pronunciati, nascosti dall’ombra del cappello. Avanza tra la folla, senza passare inosservato. Un giovane uomo sicuro di sé, che sa cosa vuole e che, in questo preciso momento, sa molto bene anche dove andare.

Buon pomeriggio, signor Casanova” – gli viene incontro un cameriere sulla cinquantina, avvolto in un completo bianco, con la fronte imperlata di sudore – “Aspetta qualcuno?”. I loro sguardi complici parlano da sé. Il rito sta per iniziare di nuovo, come di consueto. Nell’espressione del cameriere c’è curiosità: come sarà questa volta la ragazza?

 

L’arte della seduzione al Caffè Florian

Eccola lì, in lontananza. Sta arrivando con passo leggiadro, quasi saltellando. La sua gonna si muove sinuosa, alcune delle sue ciocche sfuggite all’impostata acconciatura le solleticano le guance. Ha attraversato Piazza San Marco e non le serve guardarsi in giro a lungo: ha già incrociato quegli occhi intensi e scuri che la stavano aspettando, che l’hanno già divorata da lontano.
Giacomo Casanova si alza, china il capo, poggia le labbra sulla pallida mano della ragazza e la fa accomodare di fronte a lui.

Marry Me at Caffè Florian Casanova Goldoni Canaletto notte

Lui la fissa intensamente, lei arrossisce. Il tenue rossore che colora le sue gote fa risaltare ancora di più la sua giovane età. Casanova non attende un secondo in più e inizia a interloquire con la sua bella. Le sta raccontando l’accaduto bizzarro di questa mattina e lei ride, divertita. Casanova lo sa che con le parole ci sa fare e ama intrattenere lunghe conversazioni con le sue amate. Ama però anche ascoltarle e a Caterina piace confidarsi con lui. Come del resto piace a tutte le altre donne che egli ha conquistato. E il suo luogo preferito dove farlo è proprio qui, al Caffè Florian, al suo solito tavolo.

 

Uno scorcio di Venezia lodato in eterno

Qualche metro più in là, un uomo osserva. Poco distante dal seduttore, dalla giovane e dalla maestosità del Caffè Florian. È rivolto verso la Basilica di San Marco e scruta. Il suo è lo sguardo di chi coglie ogni minimo particolare. I dettagli devono essere il suo mestiere. Sta tenendo tra le mani una tavolozza, ma la tela di fronte a lui è ancora immacolata.

Sembra essere rapito dalla grandezza della visuale che ha di fronte, sembra voler capire se sia possibile riportare tutte le sensazioni che sta provando su di una tela. Non accenna a distogliere lo sguardo da questa vista senza tempo che solo a Venezia, la sua città natale, può trovare.
Ma all’improvviso una scintilla attraversa il suo sguardo, i suo occhi brillano e le sue labbra si schiudono, accennando un sorriso.

Marry Me at Caffè Florian Casanova Goldoni Canaletto dipinto

Ha appena inforcato il pennello, quello più fine e più consumato ma anche quello a cui è più affezionato. Lo intinge nel colore e, subito, la tela perde la sua purezza.

Non è di certo la prima volta che Canaletto sceglie uno scorcio di Venezia per dare vita a uno dei suoi quadri, ma ogni volta non riesce a fare meno di incantarsi davanti a cotanta bellezza.

 

“Andemo al Florian”

Marry Me at Caffè Florian Casanova Goldoni Canaletto signore al tavolo

Intanto la folla che anima la piazza emana un brusio di voci confuse, sovrapposte, a tratti frettolose. È difficile descrivere in maniera omogenea tutte le persone che vi stanno camminando in questo momento, anzi impossibile.

Molti uomini, alcune donne e persino dei bambini. Nobili, operai, artisti. Ognuno con i propri doveri, i propri pensieri, i propri sogni. Storie di vita così lontane ma così vicine. Questi incontri casuali di anime sono quotidianità al Caffè Florian. Ah, se le sue mura potessero parlare! È un crocevia di emozioni, confessioni sussurrate, segreti mai pronunciati e scritture dettate dall’ispirazione.
Proprio come in questo momento: una delle sue stanze sta avendo il privilegio di poter assistere alla nascita di una commedia che resterà viva nella storia per molti secoli.

 

“Una volta correva l’acquavite, ora è in voga il caffè”

Carlo Goldoni ha il capo chino su una moltitudine di fogli disordinati che giacciono sopra un piccolo tavolino, nascondendone le nobili decorazioni. Scrive con un ritmo incalzante facendo volteggiare la sua stilografica, quasi come a guidarla in un ballo di coppia.

Marry Me at Caffè Florian Casanova Goldoni Canaletto vassoio tazzine

Una raggio di sole che penetra dalla vetrata fa brillare la sua folta chioma argentea e si riflette in uno dei numerosi specchi della sala, donandole una nuova luce. La tazza di porcellana posta a qualche centimetro dalla sua mano scrivente emana un profumo di caffè avvolgente.
Goldoni è un assiduo frequentatore del Caffè Florian, nonché un abituale bevitore del suo caffè. È proprio questo luogo che lo sta ispirando nella scrittura della sua prossima opera.

Di scatto si ferma, mette un punto e alza il capo. Appoggia delicatamente la sua compagna di ballo e, con la stessa grazia, porta alla bocca la sua tazzina di caffè. Chiude gli occhi e assapora. Li riapre: ora non ha più alcun dubbio. Riordina i fogli sul tavolo, formando un fascicolo ordinato. Risulta spesso: i fogli sono molti di più di quelli che sembravano.

Appoggia con solennità l’ultimo foglio bianco rimasto sopra tutti. Beve le ultime gocce dell’oro nero custodito nella tazza. Scrive ancora poche parole su quel foglio, poi si alza ed esce con il suo manoscritto sottobraccio.
“La bottega del caffè”, questo è il titolo che si intravede mentre si perde tra la folla di Piazza San Marco.

 

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Dettagli Tania Ferronato

Sono una linguista che ama la fonologia, i viaggi e il cibo. La mia più grande passione è scrivere. Adoro la sensazione che provo ogni volta che mi ritrovo davanti ad un foglio bianco: è la stessa di quando sono al gate di un aeroporto o dell'attesa di salire su un treno, con lo zaino in spalla. Fermento, curiosità e voglia di liberare la mente e il cuore verso nuovi orizzonti. Per me scrivere è come viaggiare: partire verso confini inesplorati e mete ignote e alla fine, tornare sempre diversi da come si è partiti.