“Al Bacaro” del San Clemente Palace Kempinski: l’autentico aperitivo veneziano si tinge di jazz

“Al Bacaro” del San Clemente Palace Kempinski: l’autentico aperitivo veneziano si tinge di jazz

Questa sera un caleidoscopio di tinte pastello colora il cielo sopra il San Clemente Palace Kempinski Venice. Tenere nuance di rosa rubano il posto all’azzurro, mentre il loro riflesso nella laguna veste di una luce suggestiva l’intera isola e, sullo sfondo, il campanile di San Marco.

Sono le 18.30 di un venerdì pomeriggio settembrino. È l’orario perfetto per un aperitivo al Bacaro: molti ospiti stanno già ammirando questo spettacolo, lontani dalla ressa di Piazza San Marco eppure così vicini.

isola venezianaTra tutti, una coppia di giovani innamorati cattura la mia attenzione: dalle mille foto che scattano sono dei turisti. Azzardo che siano francesi, dato il loro accento inconfondibile. Passeggiano mano nella mano quando, d’un tratto, alcune note di un sassofono rimbalzano intorno a loro. La musica jazz è la loro passione comune.

Ascoltavano proprio le note sbilenche di un sassofonista di strada a pochi passi da Notre-Dame, la sera in cui si sono conosciuti. Ora seguono la melodia a occhi socchiusi, mano nella mano a dita intrecciate, e si lasciano rapire dal fiume di note che risale fino alla sorgente.

 

Al Bacaro

Due musicisti sulla cinquantina stanno suonando l’intramontabile Take Five. Le melodie del contrabbasso e del sax scivolano tra i clienti e allontano la routine e lo stress. L’atmosfera è talmente rilassante da sembrare quasi di un altro mondo. La musica dal vivo rende questo pittoresco tramonto sulla laguna ancor più magico.

Nel frattempo, la giovane coppia francese si è accomodata su un canapé poco lontano dal duo di suonatori. Mi avvicino e do loro il benvenuto nel nostro lounge all’aperto. Non trovano le parole per dirmi quanto siano affascinati da questo contesto, che definiscono “idyllique”.

San Clemente Kempinski Al Bacaro coppia brindisiLi informo del nostro tipico Aperitivo Ritual, un drink accompagnato da sfiziosi cicchetti veneziani, taglieri di formaggi e salumi esclusivamente locali e specialità grigliate del giorno. Sembrano entusiasti e, senza esitazioni, decidono di provarlo. Mi confessano di essere degli appassionati di birra e io li accontento immediatamente, consigliando loro la nostra birra Artigianale Antoniana.

Nell’aria si diffonde un assolo di sassofono, il contrabbasso tace ammirato. Da dietro il bancone noto che la coppia apprezza molto l’aperitivo. Parlano, ridono, scherzano, si amano. Sorrido e anche io, come loro, mi lascio cullare per un istante da quelle coinvolgenti e ipnotiche sonorità.

 

Una cena dalle tinte Acquerello

Vedo i due giovani venire verso di me. Si complimentano per questo aperitivo che li ha piacevolmente sorpresi. Mi raccontano brevemente della loro giornata trascorsa qui sull’isola, al San Clemente Palace Kempinski. Mi confessano che intendono organizzare a breve un altro soggiorno, questa volta più lungo.
Prima di congedarsi mi dicono che li aspetta un tavolo al ristorante Acquerello. «Sarà una serata davvero speciale», mi confessa lui ammiccando.

Li guardo allontanarsi al ritmo di uno swing e sono contenta. A questa oasi di pace si addice proprio la felicità!
Dentro di me immagino il proseguo: al Ristorante Gourmet Acquerello, a pochi passi dal Bacaro, li attende un menù degustazione ricercato e originale. Sono sicura che gli abbinamenti di ingredienti stagionali e freschi, colti direttamente dall’orto del San Clemente Palace Kempinski, saranno di loro gradimento. E chissà che espressioni godute quando assaggeranno il dolce di stasera!

 

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Dettagli Tania Ferronato

Sono una linguista che ama la fonologia, i viaggi e il cibo. La mia più grande passione è scrivere. Adoro la sensazione che provo ogni volta che mi ritrovo davanti ad un foglio bianco: è la stessa di quando sono al gate di un aeroporto o dell'attesa di salire su un treno, con lo zaino in spalla. Fermento, curiosità e voglia di liberare la mente e il cuore verso nuovi orizzonti. Per me scrivere è come viaggiare: partire verso confini inesplorati e mete ignote e alla fine, tornare sempre diversi da come si è partiti.