5 tradizioni del matrimonio e le loro origini perdute

5 tradizioni del matrimonio e le loro origini perdute

Tradizioni, usanze, leggende e detti popolari… non c’è matrimonio che si rispetti senza un pizzico di tutti questi ingredienti! Da nord a sud, nella penisola e sulle isole, questi elementi sono immancabili per dare un tocco magico al vostro giorno più importante.

Alla scelta dell’abito tua madre ha subito esordito con un “Ti servirà una cosa nuova, una usata, una regalata e una prestata”? Ti hanno raccomandato di non sbirciare il tuo futuro marito appena prima di entrare in chiesa? Sei stata messa in guardia su cosa non fare “perché porta sfortuna”?
Ecco, allora sai benissimo di cosa stiamo parlando.
Ci sono però alcune usanze poco note che hanno origini davvero curiose. Ecco le 5 tradizioni più antiche e originali: divertiti a scoprirle, ti aiuteranno a staccare per un po’ dallo “stress da organizzazione” delle tue future nozze.

1. La giarrettiera

La tradizione ci riporta indietro nel tempo fino al XIV secolo, quando si pensava che riuscire ad avere un pezzo del vestito della sposa portasse fortuna. In origine, spettava agli invitati celibi prendere la giarrettiera e fissarla poi sul proprio cappello, in segno di buon auspicio. Col passare del tempo, è diventato compito dello sposo quello di sfilarla e lanciarla a uno degli ospiti. Se la novella sposa non la indossa, l’usanza vuole che si lanci la sua scarpetta destra.

L’usanza vuole che l’uomo che ha preso la jarretière balli con la donna nubile colpita dal bouquet, che le doni l’indumento stesso e che lei la indossi per questo ballo. Il significato insito nel lancio della giarrettiera allude ad un’antica tradizione dei parenti degli sposi: dopo essere entrati nella camera da letto della coppia novella, rubavano alcuni dei loro indumenti sia come prova di verginità della sposa sia per accertarsi che il matrimonio fosse stato consumato.

2. Bouquet

Elegante, profumato e colorato. Immancabile per ogni sposa, è il protagonista indiscusso tra tutti gli accessori. Ogni donna lo sceglie con cura e soprattutto in armonia con il proprio vestito ma forse non tutte sanno che le tradizioni siano ben altre. Si narra infatti che il bouquet dovrebbe essere l’ultimo regalo dello sposo per la sposa in qualità di fidanzato. Dopo averlo comprato, egli dovrebbe farlo recapitare a casa della propria donna la mattina stessa delle nozze.

tradizioni matrimonio bouquet
Il bouquet è sempre stato intrecciato con le dita delle spose, fin dai tempi più lontani. La cosa curiosa è che non sempre è stato composto da fiori. Nato come mazzo di erbe aromatiche (che tenevano lontano gli spiriti maligni e avevano effetti afrodisiaci) nei secoli prima di Cristo, si è trasformato in un “mazzo di oggetti” nel Medioevo. Una rocca per filare, un ditale, una margherita d’argento e uno spillone per capelli: ecco da cosa era composto lo stravagante bouquet di queste fanciulle. Le cose tornarono alla normalità nel ‘400, grazie all’influenza dei crociati arabi che importarono i fiori d’arancio: i bouquet diventarono allora simbolo di amore puro, vero e sincero.

3. Confetti

Uno tira l’altro, gustosi e zuccherini… sono il dolce ricordo delle vostre nozze! Nonostante la moda degli ultimi tempi li veda disposti su un tavolo e gli invitati se ne servono in modalità self-service, tradizione vuole che i confetti accompagnino la bomboniera. Di solito vengono messi dentro degli appositi sacchettini e il loro numero dovrebbe sempre essere dispari, ovvero indivisibile come il matrimonio. Per la precisione dovrebbero essere cinque, poiché questo è il numero delle qualità che non devono mai mancare nella vita di due sposi: salute, felicità, ricchezza, fertilità e lunga vita.

Le origini di queste prelibatezze sono tutt’ora incerte: adoperati come prodotto farmaceutico nella cultura araba, venivano invece usati per festeggiare unioni e nascite dai Romani. Manzoni li descrive come dono fatto alle suore e nell’antica Sicilia erano il dono offerto in contenitori d’oro alle famiglie nobili.

4. La torta

Il suo ingresso trionfale in sala e il taglio sono alcuni tra i momenti più fotografati di tutta la giornata.
Che la prima fetta la taglierete voi sposi, mettendo una mano sopra l’altra (quella dell’uomo sopra quella della donna), è una tradizione ben nota.
Ma lo sapevate che fino a poco tempo fa, era tradizione conservare l’ultimo piano della torta, congelarlo e mangiarlo l’anno successivo, in occasione del battesimo del primo figlio?

tradizioni matrimonio torta nuziale
Passando dagli usi più bizzarri alle sue origini, scopriamo infine che in Italia si iniziò a parlare di torta nuziale solo a partire dagli anni ’50: prima di questa data, tutti i ricevimenti terminavano con un semplice dessert. Furono l’Inghilterra e la Francia i primi paesi in cui la wedding cake si presentava già ai matrimoni Ottocenteschi. Si narra che la sua forma sia ispirata ai cumuli di biscotti e pasticcini che inizialmente gli invitati portavano in dono ai matrimoni (l’altezza di questi cumuli cresceva in base a quanta prosperità si augurava alla futura coppia). Presto dei pasticceri glassarono questi cumuli e da lì nacquero le prime torte nuziali.

5. Il velo da sposa

Tra tutte le tradizioni, le origini di questa sono forse tra le più sconosciute e allo stesso tempo più curiose.
In passato, quando i matrimoni erano combinati per fini politici e sociali, il velo veniva usato per nascondere il volto della sposa. In questo modo si evitavano possibili ripensamenti tra ragazzi che non si erano mai visti fino a quel momento. La ragazza, infatti, scopriva il proprio viso solo al termine della cerimonia.

tradizioni matrimonio velo sposa
Forse pochi sanno invece che nell’antica Roma il velo, detto flemmum, portava i colori caldi del fuoco (giallo o rosso). Inoltre durante la cerimonia, esso veniva posto anche sopra il capo dello sposo come simbolo di protezione per la coppia. Nel Medioevo il velo veniva fermato con perle e fili d’oro che fungevano da protezione contro gli spiriti maligni e il malaugurio. In seguito, con il passare degli anni, il velo si è adeguato alle mode ed è diventato parte dell’abito da sposa.
Infine c’è un’ultima curiosità che riguarda i nostri tempi: in alcune regioni del sud Italia, la lunghezza del velo varia in base agli anni di fidanzamento che hanno preceduto il matrimonio.

Dettagli Tania Ferronato

Sono una linguista che ama la fonologia, i viaggi e il cibo. La mia più grande passione è scrivere. Adoro la sensazione che provo ogni volta che mi ritrovo davanti ad un foglio bianco: è la stessa di quando sono al gate di un aeroporto o dell'attesa di salire su un treno, con lo zaino in spalla. Fermento, curiosità e voglia di liberare la mente e il cuore verso nuovi orizzonti. Per me scrivere è come viaggiare: partire verso confini inesplorati e mete ignote e alla fine, tornare sempre diversi da come si è partiti.